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LIBRI

 

Autore:Giorgio Maria Carbone o.p.
Titolo:La fecondazione extracorporea – tecniche, valutazione morale e disciplina giuridica
Editore:Edizioni Studio Domenicano
Anno:2004
Descrizione:Un libretto agile come un opuscolo ma preciso e rigoroso come un manuale che fa lucidamente il punto sul delicato problema della fecondazione extracorporea: tecniche, valutazione morale e disciplina giuridica.
Recensione:clicca qui

 

Autore:Marie DE HENNEZEL
Titolo:La dolce morte
Editore:Sonzogno
Anno:2002
Descrizione:testo ben fatto,lo stile e\' sempre quello di questa autrice, semplice ma diretto.E\' evidente la capacita\' di Marie De Hennezel , di portare un dibattito come l\' eutanasia sotto una dimensione prettamente umana, non lasciando nulla al caso.La prefazione
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Autore:G. GARRONE (a cura di)
Titolo:Fecondazione extracorporea. Pro o contro l’uomo?
Editore:Gribaudi
Anno:2001
Descrizione:Frutto di un convegno interdisciplinare sull’argomento, il testo riporta una pluralità di contributi, di diverso livello, che affrontano il tema della FIVET da diverse angolature (scientifica, etico-giuridica, comunicativa). Netto il giudizio negativo.
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Autore:IVAN CAVICCHI
Titolo:La Clinica e la Relazione
Editore:Bollati Boringhieri - Torino
Anno:2004 - Torino
Descrizione:pp 330 - € 22.00
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Autore:PIETRO MAGLIOZZI
Titolo:La Guarigione Interiore
Editore:Ed. Camilliane - Torino
Anno:2004
Descrizione:pp. 144 - € 13.00
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RECENSIONI


Autore: Giorgio Maria Carbone o.p.
Titolo: La fecondazione extracorporea – tecniche, valutazione morale e disciplina giuridica
Editore: Edizioni Studio Domenicano
Città: Bologna
Anno: 2004
Pagine: 77
Costo: € 4
Autore Traduzione:
Titolo originale:
Editore originale:
Città editore originale:
Anno editore originale:

Breve Descrizione: Un libretto agile come un opuscolo ma preciso e rigoroso come un manuale che fa lucidamente il punto sul delicato problema della fecondazione extracorporea: tecniche, valutazione morale e disciplina giuridica.

Argomenti Trattati: CAPITOLO PRIMO La tecnica della Fivet 1. Le indicazioni cliniche 2. La procedura tecnica nelle sue varie fasi 3. I successi e gli insuccessi della fecondazione extracorporea 4. Le conseguenze cliniche e i danni fisici CAPITOLO SECONDO La valutazione morale della Fivet 1. L’atto della generazione umana perde la pienezza del suo significato: viene spersonalizzato 2. L’atto della generazione umana viene ridotto a una procedura tecnica 3. La fecondazione extracorporea non è una terapia 4. La fecondazione extracorporea attua una relazione di dominio 5. La Fivet non salvaguarda la dignità umana dell’embrione perché il figlio è ridotto a un prodotto tecnologicamente controllato 6. La Fivet non salvaguarda la dignità umana degli embrioni perché ne programma la perdita 7. La fecondazione extracorporea è, almeno tendenzialmente, eugenetica 8. La Fivet non salvaguarda la dignità della donna 9. Alucni effetti psicologici CAPITOLO TERZO Alcune tesi a favore della liceità della Fivet e la loro critica 1. Il desiderio di avere un figlio rende lecita la Fivet? 2. La capacità dell’uomo di risimbolizzare la generazione umana rende lecita la Five? 3. La fecondazione extracorporea è lecita perché mette a disposizione nuove forme di libertà? 4. Un legittimo sospetto CAPITOLO QUARTO La legge n. 40 del 2004 sulla “procreazione medicalmente assistita” 1. Il contenuto della legge 2. La sua valutazione

Destinatari: Considerando la sua brevità e il suo linguaggio semplice ed equilibrato, l’opera di padre Carbone è diretta veramente a tutte le persone interessate all’argomento, indipendentemente dal loro bagaglio culturale: in modo particolare può essere un ottimo strumento per i giovani, gli studenti e per un primo approccio al tema.

Osservazioni: L’ultimo lavoro di padre Carbone, sacerdote domenicano docente di Bioetica presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, è una curiosa e felice novità nel panorama bibliografico attuale. Si tratta di un breve studio (appena una settantina di pagine) in cui, dopo aver descritto le procedure mediche con cui si attua la Fivet, l’Autore ne compie una dettagliata valutazione morale, per concludere con un’analisi critica della legge n. 40 del 2004, la tanto discussa legge sulla “procreazione medicalmente assistita”. Le descrizioni scientifiche sono chiare e precise, le valutazioni morali e giuridiche sono ben argomentate e condivisibili e il linguaggio è sempre lineare e accessibile. Pienamente riuscito risulta poi lo sforzo dell’Autore di focalizzare l’intera materia in una densa ed agile sintesi: condivisibile a questo proposito la scelta di trattare unicamente della Fivet omologa. Se infatti quest’ultima risulta moralmente disonesta, argomenta Carbone, a maggior ragione lo sarà la Fivet eterologa, che, rispetto a quella omologa, aggiunge ulteriori circostanze che ne aggravano l’illiceità. Apprezzabile anche il metodo argomentativo dell’Autore che dedica un intero capitoletto ad alcune tesi favorevoli alla liceità della Fivet, per svolgerne una puntuale disamina. Uniche note critiche che si possono rivolgere al volumetto sono l’assenza di illustrazioni grafiche, che avrebbero aiutato la comprensione e resa più accattivante la trattazione scientifica, e la bibliografia finale troppo scarna per chi volesse approfondire l’argomento.In sintesi, crediamo che il breve studio di padre Carbone debba essere accolto con grande favore, perché, a differenza dei pur necessari manuali indirizzati ai cultori della disciplina, ha le caratteristiche giuste per arrivare ad un pubblico molto più vasto: un’occasione per tutti di farsi un’idea seria e documentata su un tema presentato spesso in maniera confusa e fuorviante dal dibattito mass-mediatico, e per poter così uscire dalla “chiacchiera impersonale” di heideggeriana memoria.

Autore: Marie DE HENNEZEL
Titolo: La dolce morte
Editore: Sonzogno
Città: Milano
Anno: 2002
Pagine: 331
Costo: euro14,50
Autore Traduzione: Antonella Viale
Titolo originale: Nous Ne Nous Sommes Pas Dit Au Revoir
Editore originale: R. Laffont, s.a, Paris
Città editore originale: Parigi
Anno editore originale: 2000

Breve Descrizione: testo ben fatto,lo stile e' sempre quello di questa autrice, semplice ma diretto.E' evidente la capacita' di Marie De Hennezel , di portare un dibattito come l' eutanasia sotto una dimensione prettamente umana, non lasciando nulla al caso.La prefazione

Argomenti Trattati: Prefazione di Umberto Veronesi.Una storia fra tanteL'iceberg eutanasiaLa morte rubataUn ultimo tentativo di comunicazioneIl diritto di scegliere la propria morte Christine MalevreCompassione vera o falsa?E' necessaria una legge sull' eutanasia?Il permesso di morireconclusioni: saper morire

Destinatari: il libro e' indicato per un vasto pubblico, dal medico,o piu'

Osservazioni: Ancora una volta M.De hennezel si interroga sulla morte e il morire. Questa volta lo fa con un libro dibattito tra medici, pazienti e persone autorevoli, ci rivela come la questione eutanasia sia in realta' un grande iceberg del quale si mostra soltanto la punta di questo immenso ghiaccio, limitandosi a suggerire a malapena l' immensa complessita' dei problemi esistenti e la confusione che la circondano. Legalizzare o meno l' eutanasia ci si domanda di piu' e tutti offrono un si o un no tenendosi stretti nelle proprie posizioni, invece Hennezel ci sprona a esplorare quegli strati meno visibili e ovvi di questo iceberg.L' eutanasia significa etimologicamente dolce morte, ma il senso attuale del vocabolo e' cambiato, non designa piu' una qualita' della morte , ma l' azione che mette fine deliberatamente e rapidamente alla vita di una persona. Una buona cura palliativa sottolinea l' autrice sa quanto interrompere i trattamenti, sa quando servirsi dei sedativi e infine sa collaborare con la famiglia;sa cioe' aiutare a morire, ma non a provocare la morte. Il volume procede poi in una valutazione estensiva di tre tipologie di morte: la cosi detta morte rubata, che non e' richiesta dal paziente ,ma e' attuata da un medico o da un parente che non sopportano piu' di vederlo soffrire senza poter far nulla.la morte chiesta dal paziente che vuole farla finita perche' soffre terribilmente e questa e' una richiesta di aiuto e di comunicazionela morte pretesa come un diritto dal paziente nel pieno possesso delle sue facolta'.L'autrice termina con una riflessione sul saper morire e lo fa raccontando l' ultima storia che commuove e ci arricchisce.

Autore: G. GARRONE (a cura di)
Titolo: Fecondazione extracorporea. Pro o contro l’uomo?
Editore: Gribaudi
Città: Milano
Anno: 2001
Pagine: 143
Costo: € 9.30
Autore Traduzione:
Titolo originale:
Editore originale:
Città editore originale:
Anno editore originale:

Breve Descrizione: Frutto di un convegno interdisciplinare sull’argomento, il testo riporta una pluralità di contributi, di diverso livello, che affrontano il tema della FIVET da diverse angolature (scientifica, etico-giuridica, comunicativa). Netto il giudizio negativo.

Argomenti Trattati: Parte prima: aspetti scientifici e tecnici- Le tecniche di fecondazione assistita- Organizzazione di un laboratorio di fecondazione extra corporea con un primario obiettore- Procreazione umana: la sfida tecnologicaParte seconda: aspetti etici, giuridici, psicologici e legislativi- La generazione extra corporea: implicazioni etiche e antropologiche- La fecondazione extra corporea tra diritto naturale e diritto positivo- Conseguenze psicologiche sulle aspiranti madri e sui sopravvissuti- Malformazioni genetiche da curare e non da provocare- I doveri del parlamento- Una proposta rispettosa della vita e della morale- Il rispetto dell’etica in Parlamento- Il rifiuto di una metodica inumanaParte terza: i mass-media e la fecondazione extracorporea- L’etica del giornalista- Che ne facciamo degli embrioni in sovrannumero?- La parola della Chiesa- Intervista a C. Caffarra, A. Comastri, A. Maggiolini

Destinatari: Il testo si presenta con un linguaggio accessibile a molti, pur senza scadere nella superificialità.Si rivolge ad operatori culturali attenti alle tematiche della vita, o a persone desiderose di approfondire il problema della FIVET, nei suoi diversi aspetti.

Osservazioni: Il testo – frutto di un Convegno tenutosi a Torino il 27-28 ottobre del 2000 – si presenta come la raccolta dei contributi offerti dai diversi esperti chiamati ad intervenire. I contributi sono quindi – comprensibilmente – di diverso livello e di diverso spessore. La premessa a cura di Vittorio Possenti presenta il rischio faustiano insito nelle tecniche di fecondazione artificiale: “il dottor Wagner produce in provetta Homunculus, e ritiene che la produzione non sesuale dell’uomo sia cosa migliore della sua origine sessuale” (p. 10). I contributi di carattere scientifico (di N. Garcea, L. Frigerio e A. Serra) offrono una chiara presentazione del problema dal punto di vista medico ed offrono – con un linguaggio abbastanza accessibile anche per i non addetti ai lavori – gli elementi di conoscenza che sono necessari per affrontare la parte più specificamente dedicata al giudizio etico. La parte dedicata alle valutazioni etico-giuridiche giunge a conclusioni nettamente negative circa la liceità e l’opportunità di legalizzare in qualsiasi modo le pratiche di fecondazione extra corporea. Durissimo il giudizio di M. Palmaro, per cui “la FIVET dovrebbe essere sempre vietata da un ordinamento democratico per le seguenti ragioni: 1) la FIVET uccide, sempre, a causa dell’altissima abortività procurata, non qualificabile qui come spontanea. 2) la FIVET provoca la morte degli embrioni soprannumerari (congelati, distrutti, usati come cavie). 3) La FIVET discrimina. J. Lejeune diceva: ‘io vorrei vedere in faccia quell’operatore procreatico che si assume il rischio di far nascere un handicappato’. (...) 6) La FIVET provoca un ribaltamento nel concetto di paternità e maternità. 7) La FIVET è un rischio per la donna. 8) la FIVET è un business miliardario, dietro al quale si muovono interessi economici vergognosi. 9) la FIVET è una potenziale causa di aborti volontari, portando in taluni casi alla riduzione embrionale (...)” (p. 77). Il testo – dopo avere preso in considerazione il problema delle responsabilità dei parlamentari e dei giornalisti – si conclude con la relazione di un teologo (Mons. M. Cozzoli) che illustra il parere della Chiesa Cattolica, seguito dall’intervista a tre Vescovi (mons. Caffarra, Mons. Comastri e Mons. Maggiolini) che esprimono a loro volta pareri fortemente critici nei confronti della FIVET.Il testo argomenta in modo lineare e motivato una tesi che, a giudicare dalla scelta dei relatori e dal tenore delle loro comunicazioni, era chiaramente pre-determinata in senso negativo riguardo alle tecniche di fecondazione extra corporea.

In genere con le espressioni “relazione clinica”, o “rapporto medico-malato, si dà per scontata questa relazione. Ma non è detto che il clinico sia consapevole dell’esistenza di una relazione. Distinguere “clinica”, intesa come realtà scientifica, da “relazione” significa obbligare la clinica a fare i conti con la relazione, cioè una dimensione umana autonoma. Così intesa, la relazione rappresenta la difficoltà maggiore per la clinica, perché la conoscenza relazionale di un malato è molto diversa da quella scientifica e, per di più, la relazione fra medico e malato non è solo comunicazione, cioè scambio di informazioni, ma è soprattutto realtà linguistica, luogo dove i soggetti si conoscono come tali attraverso il linguaggio.

La vita quotidiana lancia continuamente messaggi attraverso i giornali, riviste, televisione, fatti che avvengono nel nostro paese o nello stesso condominio. Qualcuno inoltre si trova ad affrontare malattie o conflitti familiari, perdita di cose o persone a cui teneva molto. Ognuno ha una soglia di sopportazione, superata la quale va incontro a sofferenze a cui la mente non sa reagire. Si vive in un modo normale, ma dentro si hanno dolori che nessuno vede.

C’è bisogno di un aiuto, che qualcuno insegni come “guarire”, come tirare fuori la forza che ognuno possiede e che si è apparentemente frantumata, ma che in realtà è presente nel profondo di ognuno, nella propria interiorità spirituale.


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